Vi prego, togliamoci l'impermeabile della passività

28.02.2018 12:01 di Beatrice Bruno  articolo letto 541 volte
Vi prego, togliamoci l'impermeabile della passività

In Alessandria fa freddo, era da tanto che non uscivo di casa al mattino con il gelo che graffia le guance. I grigi però a Prato si sono scaldati. Con un po’ di fatica e un po’ di patimento. Un po’ di sofferenza e anche un briciolo di distrazione. Sì è portata a casa la partita e i due 0-0 (campionato prima e Coppa poi), non allarmanti ma quasi, sembrano lontani.

Tutto scorre nell’anonima nebbia che ci circonda, tutto scorre come al solito. Momento positivo, volti rilassati, se ne parla forse anche troppo poco. Sembra tutto imbalsamato. Non è la squadra dei nostri sogni e non abbiamo ancora bene capito quali siano gli obiettivi.

Vincere la Coppa Italia sarebbe un bel traguardo, ma non è proprio semplicissimo. Finire bene in campionato è necessario, ma nel caso in cui non si rivelasse così si ha l’idea della Coppa come antidoto. E invece no, non funziona così. Siamo a un bivio in cui è impossibile scegliere. Siamo a un bivio di cui le due strade finiscono pressoché vicine, pressoché a tempo. Quindi? Che si fa?

Si cerca di stare sui due binari contemporaneamente, giocando un po’ di più durante la settimana e stancandosi di mente e di corpo. Questa è la scelta migliore, ne sono convinta. Ma da buona rancorosa mi piace sottolineare che prevenire è meglio che curare e in questo caso bisognava prevedere mesi fa. Mi turba il fatto che nessuno ci abbia pensato e sguazzo nella pozzanghera del “se avessimo...” continuamente.

È questa l’indole degli alessandrini. L’indole imbalsamata degli alessandrini. Tutte sembrano situazioni cicliche e di tutti questi cicli io non so più che scrivere. Sono sempre gli stessi. Ripetitivi, monotoni, da sbadiglio.

Alessandrini dai, fateci divertì. Fatemi tornare a scrivere cose che non sono scontate. Togliamoci dalle spalle questo impermeabile di sonno e passività.