Un paio di giorni per metabolizzare

17.11.2018 14:00 di Fabrizio Pozzi Twitter:   articolo letto 132 volte
© foto di Fabrizio Pozzi
Un paio di giorni per metabolizzare

Nel calcio professionistico le scelte di chi ci mette i soldi non sono in discussione. C’è poco da dire, è un dato di fatto. Soprattutto, guardando in casa nostra, se chi ci mette i soldi afferma di avere a cuore i grigi ed emozionarsi vedendoli scendere in campo.

E se chi ci mette i soldi concepisce un progetto, per quanto il concetto in sé appaia abbozzato e degno di significativi ripensamenti, bisogna prenderne atto.

Emozioni e progetto, termini che abbiamo appena citato, sono state le espressioni che Luca Di Masi ha maggiormente utilizzato durante l’incontro con la stampa di giovedì scorso.

Non per questo le parole del presidente hanno, giocoforza, modificato le opinioni. Considerando tutti coloro che si schierano pro o contro a prescindere, probabilmente chi già era convinto ha trovato ulteriori elementi per rafforzare la propria idea, mentre chi già non era persuaso ha scorto gli argomenti per rafforzare il proprio parere.

Se è vero che il primo ad illudere, ma anche e soprattutto ad illudersi, è stato proprio Luca Di Masi nelle dichiarazioni rilasciate quando ha assunto la presidenza dei grigi, bisogna dare atto che ci è voluto coraggio a rinnegare il proprio recente passato riconoscendo, di fatto, di aver commesso degli errori. Non è difficile immaginare che la fatica maggiore sia stata proprio confessare, prima di tutto a sè stesso, di averli compiuti... È indubbio che sia stato necessario grande spirito (auto)critico da parte dello stesso presidente, forse proprio sollecitato dalle cocenti delusioni degli ultimi due anni, per ammettere di avere sbagliato. Magari è proprio quella frustrazione che tutti i tifosi dei grigi hanno provato sulla propria pelle ad aver spinto verso quel percorso, che il presidente Di Masi si ostina a definire progetto. E che, invece, probabilmente rappresenta una sorta di mea culpa

Il tutto senza mai dimenticare che l’unica cosa che resta sullo sfondo sono solo i grigi...

P.S.: qui abbiamo parlato solo di recente passato. Ossia gli ultimi sei anni, o poco meno. Quelli della presidenza Di Masi.

È brutto doverlo ribadire ma purtroppo non si può più chiedere pazienza ad Alessandria, come tifoseria e come città. 58 (cinquantotto!) anni dall’ultima apparizione in serie A e 43 (quarantatre!) anni dall’ultima in serie B rappresentano un fardello che va oltre i progetti, le aspettative, le programmazioni e tutto il resto. Gli ultimi anni, tra illusioni e disillusioni, fanno soltanto seguito ad un inclemente passato.

Il vero problema è proprio questo....