Se la coperta corta, i giocatori ci mettano del loro...

19.10.2020 13:00 di Redazione GrigiOnLine   Vedi letture
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Se la coperta corta, i giocatori ci mettano del loro...

Proviamo ad analizzare qualche numero di queste prime cinque giornate di campionato. E vediamo che l’Alessandria, con 8 reti segnate, insieme a Lecco, Novara e Pergolettese ha il miglior attacco del girone. Nello stesso tempo, con 7 reti incassate, ha una difesa che finora è riuscita a fare meglio solo delle ultime due in classifica, ossia Lucchese ed Olbia (rispettivamente 10 e 8 reti subìte). Fin troppo facile affermare, quindi, che la 'coperta è corta'.

Non sappiamo se effettivamente mister Gregucci abbia ottenuto dal mercato tutti i giocatori che richiedeva, anche se di fronte ad una campagna acquisti che tutti abbiamo definito faraonica, ci risulta difficile pensare che questo non sia accaduto.

Sappiamo bene, invece, che vincere aiuta a vincere, perdere (o non vincere) al contrario innesca una spirale negativa dalla quale è poi sempre più difficile uscire. Senza l'appoggio dei risultati per mister Gregucci - come per qualsiasi altro allenatore - è difficile convincere i propri giocatori che le sue scelte tattiche e di formazione sono le migliori.

Proprio per questo, allora, la squadra sembra un po’ ingabbiata in una serie di schemi che richiedono movimenti piuttosto articolati e corali, mentre il calcio dovrebbe essere interpretato in maniera più semplice. In fondo sarebbe sufficiente correre più (anzi... meglio) degli avversari ed avere la giusta determinazione nei contrasti, così da vincerne più degli altri. Il resto, quasi sempre, viene poi di conseguenza.

Non bisogna, però, dimenticare che per raggiungere l’obiettivo che abbiamo appena descritto - apparentemente alla portata di un gruppo che dovrebbe essere dotato di spiccate individualità - è evidente che l’apporto di coloro che scendono in campo è imprescindibile. Ma abbiamo l’impressione che da questo punto di vista ci siano carenze evidenti... E allora il gioco latita, ciascuno tende a fare il proprio compitino - spesso nemmeno riuscendoci in pieno - ed inevitabilmente i risultati non arrivano.

Nell’ultimo editoriale avevamo chiesto che la società si assumesse l’onere di prendere delle decisioni. Evidentemente, almeno per ora, il vertice del club ha preso la sua decisione optando per una scelta di continuità. Forse sarebbe il caso che lo capissero anche i giocatori e si schierassero definitivamente dalla parte del loro allenatore...