In cauda venenum, nella Coda sta il veleno…

19.09.2021 12:30 di Fabrizio Pozzi Twitter:    vedi letture
Piero Giacomelli
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Piero Giacomelli
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Fin troppo facile, persino scontato, il gioco di parole dopo quanto accaduto ieri nelle fasi conclusive di Lecce-Alessandria, con i grigi che – pur in inferiorità numerica, ma ci arriveremo… – all’87’ erano in vantaggio per 2-1 e al 96’ si sono ritrovati sotto per 3-2 grazie ad un gol di, ça va sans dire, Coda.

L’Alessandria si è presentata in Salento priva di Mantovani e Bruccini, infortunati e neppure in distinta, e mister Longo è stato costretto a gettare nella mischia due giovani come Celesia, il quale ha nuovamente confermato di non essere ancora all’altezza del palcoscenico cadetto, e Milanese, il quale ha prevalentemente speso la sua prestazione per evitare che il regista giallorosso Hjulmand entrasse in possesso della sfera. E si può dire questo il compito sia stato assolto al meglio. Meno produttivo del previsto, invece, l’impiego di Orlando il quale non è riuscito a sopperire con la tecnica e la rapidità al notevole differenziale che paga in termini di fisicità. Interessante, invece, la prova del franco-senegalese Ba il quale, prima di calare nel finale, ha mostrato intelligenza tattica nelle letture e nei tempi di inserimento culminati con il gol del provvisorio 1-2, sua prima realizzazione in serie B. Tra i subentrati merita la citazione Prestia, al rientro forzatamente anticipato dall’infortunio ed all’esordio in serie B. Appena entrato Casarini gli ha consegnato la fascia da capitano ed il difensore non ha lasciato trasparire particolari emozioni. Anche Benedetti, non sempre convincente nelle precedenti uscite, si è calato bene nella parte meritando anche la menzione per un salvataggio sulla linea in mischia.

A prescindere dagli interpreti, però, la scelta del tecnico che più è balzata all’occhio è stata quella di ridurre drasticamente la costruzione dal basso, orchestrata solo in situazioni di massima sicurezza, privilegiando il rilancio lungo per avviare l’azione. I benefici sono sembrati evidenti almeno per quanto riguarda l’incidenza di errori individuali, anche se l’Alessandria ha subìto altre tre reti che portano al preoccupante dato complessivo di 12 gol incassati in quattro gare, che sono esattamente il doppio di quelli messi a segno. A questo proposito è comunque da segnalare la quinta (!) rete in campionato di Joker Corazza. Altro elemento che non può far dormire sonni tranquilli è il fatto che per la seconda volta su tre l’Alessandria si è trovata in vantaggio in trasferta per 2-1 (era già accaduto a Benevento dove i grigi avevano poi perso per 4-3) ma non è riuscita a fare punti. Stavolta, però c’è qualcosa da aggiungere…

Sull’esito finale della gara giocata al ‘Giardiniero-Via Del Mare’ ha inciso in maniera particolarmente significativa l’operato del direttore di gara. Sì, ci riferiamo proprio al signor Piero Giacomelli da Trieste. Esattamente quel Piero Giacomelli appena reintegrato dopo essere stato sospeso per irregolarità amministrative (il filone dell’inchiesta era  lo stesso degli arbitri Pasqua e La Penna). L’ineffabile direttore di gara, già noto per le sue clamorose sviste (chi non ricorda, per esempio, i rigori concessi nella gara Milan-Roma del 26 ottobre scorso?), era dunque alla sua prima direzione stagionale ed ha cominciato il suo personalissimo show al 63’, quando ha punito con ferma severità un contatto poco più che veniale tra Di Gennaro e Rodriguez, comminando la seconda ammonizione al difensore grigio che ha costretto gli ospiti ad una mezzora abbondante in inferiorità numerica. Certo, si dirà, Di Gennaro aveva già speso a cuor leggero un giallo nel primo tempo e doveva stare più attento. Tutto vero, ma non siamo riusciti a cogliere la stessa severità da parte dell'ineguagliabile direttore di gara all’80’, quando il difensore del Lecce Tuia, anch’egli già ammonito, ha steso in maniera plateale Chiarello al limite della propria area. Un intervento da cartellino ‘arancione’ sul quale invece l'impareggiabile Giacomelli ha misteriosamente glissato pur avendo concesso – ci mancherebbe altro – il calcio di punizione. Ma non è finita. Al 95’, con l’Alessandria nella trequarti avversaria, Lunetta è andato a contrasto con Calabresi nei pressi della linea laterale. La deviazione del difensore giallorosso è parsa evidente a tutti tranne che all’inarrivabile Giacomelli, peraltro posizionato al meglio, il quale ha deciso di concedere la rimessa laterale ai padroni di casa che hanno così avuto la possibilità di tentare l’ultimo assalto. Ultimo assalto che, non dimentichiamolo, si è chiuso con il gol di Coda abbondantemente oltre il 5’ di recupero concesso senza che si siano registrate particolari perdite di tempo durante l’extra-time. Non vogliamo infierire, perchè l’episodio che ha deciso la gara è stato (forse un po' troppo rapidamente…) analizzato e giudicato regolare dal Video Assistant Referee Di Martino. Ma i dubbi sul tocco di Lucioni, che si è trasformato in un involontario assist per il bomber giallorosso, restano eccome.

Eh sì, è proprio vero… il veleno sta nella coda. Ma non solo per il gol di Coda.