Lecce-Alessandria 3-2, le pagelle dei grigi di Longo

18.09.2021 17:30 di Redazione GrigiOnLine   vedi letture
Lecce-Alessandria 3-2, le pagelle dei grigi di Longo
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L’Alessandria chiude in 10 e si fa rimontare nel recupero (leggi anche Lecce-Alessandria 3-2, finale di gara che compromette il risultato) e rimedia la quarta sconfitta consecutiva in una gara condizionata dalle decisioni arbitrali.

Queste le nostre pagelle.

Pisseri 6: rischia un’uscita al limite dell’area su una rimessa laterale, ma è graziato dai padroni di casa. Svolge al meglio l’ordinaria amministrazione e, nel finale, sembra dare sicurezza a tutta la squadra. Ma non può nulla sul destro di Rodriguez, in occasione del quale accusa anche un infortunio muscolare (dall’89’ Russo sv).

Parodi 6: molto applicato riduce al minimo le incertezze. Schierato come difensore centrale di destra conferma una volta di più la propria duttilità.

Di Gennaro 5,5: più attento in marcatura e più risoluto nel far ripartire l’azione, spende con troppa leggerezza un giallo nel primo tempo e lo paga carissimo al 63’, quando il sig. Giacomelli lo ammonisce per la seconda volta con grande severità.

Celesia 5: parte male sbagliando la marcatura di Tuia in occasione del vantaggio giallorosso – errore che ripete pari pari intorno alla mezzora, ma con esiti meno nefasti solo perchè Tuia non riesce ad indirizzare a rete – e rimediando un giallo poco dopo. Inevitabile che la sua gara termini all’intervallo (dal 46’ Benedetti 6: entra bene in partita ed è determinante con un salvataggio sulla linea in mischia).

Mustacchio 6,5: prosegue il suo percorso di crescita presidiando la fascia di competenza con grande autorità in entrambe le fasi di gioco. Sfiora anche la marcatura personale sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Pregevole la fase di preparazione in occasione dell'assist confezionato per Ba. Peccato per il fallo che, allo scadere del recupero, concede la punizione grazie alla quale il Lecce strappa la vittoria.

Casarini 6: spende molto sul piano fisico per legare il gioco e, di conseguenza, non sempre è lucido nella fase di costruzione, anche se detta correttamente i tempi.

Ba 6,5: lotta con convinzione a centrocampo provando anche qualche pericolosa incursione. Da una di queste arriva il suo primo gol in serie B che regala il provvisorio vantaggio ai grigi.

Beghetto 6: nel primo tempo si sacrifica per dare copertura a Celesia e limita al massimo le sortite offensive, cosa che prova con più convinzione nella ripresa. Esce con la squadra già in dieci (67’ Lunetta 6: costretto al contenimento, nel finale è protagonista dell’azione dalla quale scaturisce la rimessa laterale, incredibilmente invertita dal sig. Giacomelli, che regala l’ultima occasione ai padroni di casa).

Orlando 5,5: alterna cose buone ad altre meno efficaci che, forse, prevalgono nella sua prestazione. Ancora una volta paga un gap fisico che non compensato appieno dalle sue doti tecniche (dal 67’ Prestia 6: esordio ‘forzato’ in serie B, visto che se non fosse stato espulso Di Gennaro probabilmente non sarebbe entrato. Comunque positivo l’approccio). 

Corazza 7: sfrutta al massimo l’unica vera occasione che gli capita nel corso del match. La sua quinta rete in campionato è un concentrato di opportunismo e precisione. Si sobbarca tutto il peso dell’attacco, specie con la squadra in inferiorità numerica, e riesce comunque a tenere impegnata la difesa avversaria anche se reggere palla non è certo il suo forte.

Milanese 6: la sua principale preoccupazione è la marcatura di Hjulmand, compito che esegue con ottimi risultati. Ovviamente per fare questo sacrifica l’apporto in chiave offensiva. Lascia intravedere buoni numeri e lascia il campo un po’ dolorante (dal 57’ Chiarello 6: il fallo che Tuia, già ammonito, commette su di lui sarebbe quasi da rosso diretto, ma l’ineffabile sig. Giacomelli sorvola con goffa eleganza. A parte questo episodio si propone con generosità e ripiega con attenzione).

All. M. Longo 6: costretto a fare di necessità virtù per le assenze di Mantovani e Bruccini rivoluziona la formazione e sceglie di ridurre al minimo la costruzione dal basso. La squadra reagisce bene, limitando gli errori individuali. Stavolta – giustamente – si recrimina sulle decisioni arbitrali, ma quello che preoccupa è la 'regola del 3' (media dei gol subiti a partita…).