Nereo Omero: “Primavera 3? Una riforma positiva. Saremo competitivi”

16.10.2020 09:00 di Redazione GrigiOnLine   Vedi letture
Nereo Omero a dx
Nereo Omero a dx

Dopo l’ufficializzazione della riforma del campionato Berretti, da questa stagione denominato Primavera 3, appena varata (leggi anche Primavera 3, ecco il girone ed il calendario dell’Alessandria), abbiamo raggiunto telefonicamente Nereo Omero, responsabile del settore giovanile dell’Alessandria. L’occasione ha permesso di fare il punto sul settore giovanile grigio, in particolare nella complicata realtà quotidiana caratterizzata dalla pandemia.

La situazione è più che mai anomala. Purtroppo ogni giorno abbiamo un giocatore che viene messo in quarantena preventiva causata esclusivamente da situazioni scolastiche, per esempio un compagno di scuola al quale è stato riscontrata la positività al Covid-19. Sicuramente tutto ciò ci sta complicando la stagione, noi seguiamo tutti i protocolli sanitari coerenti con le richieste federali. Chiaramente tutta questa incertezza non aiuta. Detto questo, il piacere di vedere i nostri ragazzi in campo, farli allenare e vederli proseguire nel loro percorso formativo e di crescita, ci dà talmente tanta gioia che ci permette di tenere duro di fronte a tutte queste difficoltà. Avere un programma tecnico da seguire, gli allenamenti, le gare di campionato, ci danno energia e grandi motivazioni”.

Come detto da questa stagione il campionato Berretti si presenterà in una veste tutta nuova, a partire dalla denominazione Primavera 3.

La riforma è certamente positiva. È giusto che settori giovanili che meritano possano avere una squadra in un campionato Primavera e competere anche con club di categoria differente. Ci sono diversi settori giovanili di serie C che, a mio avviso, lavorano meglio di alcuni settori giovanili di serie B. Perciò l’apertura che ci sarà dal 2023/24, quello attuale è soltanto il primo passo della riforma complessiva, darà l’opportunità di togliersi soddisfazioni e dimostrare scelte strategiche societaria di chi crede nei giovani. La nostra competitività è sempre buona, la scelta della Alessandria e quella di mandare i migliori giocatori ancora nell’anno Berretti, per esempio 2002 quest’anno, fuori a giocare in serie D a meno che non abbiano un percorso già disegnato in prima squadra. Magari questo ci ha reso un po’ meno competitivi negli anni, ma ci ha dato la possibilità di avere i giocatori più pronti per una categoria di adulti. Senza contare che i ragazzi che rimangono, guardate Alessandro Macchioni (5 presenze in prima squadra tra campionato e Coppa Italia finora, n.d.r.) adesso, non ha ancora diciott’anni ed ha già firmato un contratto da professionista. Stesso discorso per Matteo Gerace (in questa stagione in prestito al Siena, n.d.r.) l’anno prima, il quale comunque ha raggiunto più di 20 presenze in serie C prima della maggior età. La nostra scelta è quella di portare i ragazzi in prima squadra molto presto, ossia quando ancora sono nell’anno da Berretti. Pensare di avere nella Berretti, o Primavera 3 che dir si voglia, Macchioni quest’anno e Gerace l’anno scorso ci avrebbe reso certamente molto più competitivi. Ma non è questa la competitività che vogliamo, la nostra competitività è quella di avere giovani cresciuti nel nostro settore giovanile in prima squadra e, per fortuna, Macchioni è il settimo in quattro anni. Comunque abbiamo la volontà di mantenere la categoria, visto che quest’anno non ci saranno promozioni, ma per rimanere in Primavera 3 bisognerà arrivare almeno quarti. Le altre il prossimo anno giocheranno in Primavera 4, anche se non si potrà definire una vera e propria retrocessione. Di solito, in qualsiasi campionato, chi arriva quinto partecipa almeno ai playoff... Ritengo che questo obiettivo possa essere uno stimolo per i nostri ragazzi, non dimenticando mai come a noi piace arrivare. Ossia con il merito, dominando le partite, sapendo esattamente cosa significa stare in campo come l’Alessandria ormai fa da diverse stagioni, cioè senza secondi fini o scorciatoie. Per i ragazzi, comunque, sarà formativo competere anche per una classifica vera. In sostanza ritengo la riforma positiva in sè, l’importante è che poi non ci si ritrovi ad avere formazioni Primavera magari più vecchie di squadre che partecipano alla serie C. In questo caso si perderebbe il significato di settore giovanile, che invece deve continuare ad essere formativo. Se, un domani, l’obiettivo dell’Alessandria sarà quello tenere in Primavera giocatori come Macchioni, Gerace, Ponzio, Marietta o Filip (questi ultimi ora rispettivamente in prestito in serie D a Sanremese, Caronnese e Pont Donnaz Hone Arnad, n.d.r.) tutti ancora in età ma già titolari in serie D o in serie C, solo per vincere un campionato allora avremo tutti fallito”.