Gaetano D’Agostino: “Concentrati sulla partita con la Juventus, poi penseremo al mercato”

29.12.2018 12:30 di Fabrizio Pozzi Twitter:    Vedi letture
Gaetano D'Agostino
© foto di Fabrizio Pozzi
Gaetano D'Agostino

Gaetano D’Agostino, tecnico dell’Alessandria, ha incontrato la stampa per presentare l’impegno che chiuderà il 2018 dei  grigi che domani ospiteranno la Juventus U23 al ‘Moccagatta’. Ricordiamo che la versione integrale della conferenza stampa, che abbiamo diffuso in diretta, è disponibile sulla nostra pagina Facebook.

La voglia che i ragazzi hanno espresso nel girone d’andata credo si stata apprezzata anche dai tifosi – ha esordito D’Agostino – al di là dei difetti, dell’ inesperienza di una squadra giovane. Non sto preparando la partita dal punto di vista emotivo, del resto incontriamo la Juventus, spero ci sia un palcoscenico importante. Dovremo lottare per 90’ con l’obiettivo di prendere punti pesanti per poi preparare le restanti gare del girone di ritorno in quelle due settimane durante le quali lavoreremo sulle cose da migliorare”.

Pur con Gatto squalificato, Maltese e Badan infortunati, non mancano notizie positive. “Panizzi è a disposizione, vedremo come utilizzarlo. Per il resto devo ancora parlare con i ragazzi, ma la partita è talmente bella che sono sicuro che tutti vorranno giocare. Sono sicuro che chi sarà chiamato in causa darà il massimo”.  Anche Checchin è pienamente recuperato. “Checchin sta bene vedremo come utilizzarlo. Ogni volta che lo vedo con noi sono contento, come lui del resto. Anzi bisogna un po’ frenarlo. Dovesse giocare dal primo minuto dovrà saper gestire le energie. La troppa foga, dopo una lunga assenza, potrebbe portare a non reggere l’intera partita”.

Il tecnico ha approfittato anche per fare un bilancio del girone d’andata. “Per quanto ci riguarda è migliorata la conoscenza tra i ragazzi ma anche da parte mia nei loro confronti. Si sono create le gerarchie. Ci manca qualche punto che avremmo potuto fare fossimo stati più attenti, ma la crescita passa anche da qui, ma ora vedo un gruppo coeso e che lavora. Lo ha sempre fatto, ma quando si lavora in armonia ed unità d’intenti le cose possono andare meglio. Tatticamente abbiamo cambiato per trovare la quadra ed i ragazzi hanno sempre dato la massima disponibilità”.

La Juventus è cambiata rispetto alla gara del girone d’andata. “Vedo una Juve che si è calata nella categoria, più cinica, più chiusa e che affronta molto bene le seconde palle. Prima, avendo tanti giovani bravi, magari cercava di più il fraseggio. Perciò troveremo un avversario più esperto, che ha preso delle batoste ma ha fatto anche risultati importanti”.

D’Agostino ha poi voluto elogiare pubblicamente il capitano Gazzi. “La duttilità è stata importante. Gazzi è stato un esempio anche in questo, ma non avevo dubbi. È un uomo positivo per tutti e gli altri, vedendolo allenarsi e giocare con questa passione e questa voglia hanno potuto capire cosa significa essere un vero calciatore. Approfitto per ringraziarlo, è un capitano silenzioso che non ha mai saltato un allenamento. Quando l’ho dovuto mettere in difesa ha fatto grandi partite. E gli altri, vedendo lui, sanno che tutto è possibile”.

Quando giochiamo semplici facciamo cose belle – ha poi riflettuto il tecnico – quando, invece, un singolo vuole cercare di risolvere la partita da solo, andiamo in difficoltà. Ho detto ai ragazzi che per me tutti sono protagonisti. Al mondo ci sono solo Messi e Ronaldo che vincono le partite da soli. Per tutti gli altri è la conseguenza di metodologia e mentalità. Non serve strafare. Avremmo potuto fare qualche vittoria in più, penso alle partite con l’Arezzo ed il Novara. Ma abbiamo fatto esperienza e lo abbiamo dimostrato a Chiavari con l’Albissola”.

Le ultime battute D’Agostino le riserva per il mercato. “Rinforzi? La società lo sa, ma per ora siamo concentrati sulla partita con la Juventus. Poi avremo il tempo per programmare. Se la società mi chiede di lavorare sul medio-lungo termine, dobbiamo raggiungere quell’obiettivo. È importante che chi arriverà se arriverà, venga con la consapevolezza che l’Alessandria è un punto di partenza e non un punto d’arrivo. Non è facile motivare giocatori a gennaio, io voglio gente che abbia fame, che abbia voglia di venire in una piazza importante per dare una mano alla squadra. E che sia un valore aggiunto, non un numero”.