Riccardo Cazzola: “Gli obiettivi dell’Alessandria devono essere gli stessi del suo capitano”

 di Fabrizio Pozzi  articolo letto 149 volte
Riccardo Cazzola
Riccardo Cazzola

Riccardo Cazzola, capitano dell’Alessandria, è stato oggi protagonista di un’articolata conferenza stampa che abbiamo diffuso in diretta sulla nostra pagina Facebook.

Cazzola ha cominciato parlando del clima che i grigi troveranno domenica in Sardegna. “Dal punto di vista atmosferico troveremo un clima quasi proibitivo. Potrebbe essere un ostacolo in più, ma fa parte del gioco e non ci attacchiamo certo a queste cose. Anche perché, dal quel punto di vista, ci stiamo allenando a buoni livelli anche qui. Giocheremo nello stadio dell’Olbia e, in questo momento, l’ultima cosa alla quale dobbiamo pensare è il calore della tifoseria avversaria. Dobbiamo pensare a preparare una prestazione importante e poi si vedrà”.

La vittoria col Prato potrebbe rappresentare la svolta. “Lo sapremo solo strada facendo. Sicuramente quella di domenica è stata una vittoria importante per il morale e per i tre punti. Dopo l’inizio avevamo bisogno di autostima e, per come è maturata il risultato, può essere un buon viatico per sbloccarci dal punto di vista mentale”.

Vittoria che, però, il capitano ha vissuto dalla panchina. “Ognuno di noi cerca, a suo modo, di rendersi utile. Questa è una squadra composta da 24 giocatori e tutti ci dobbiamo sentire importanti e titolari. La partecipazione di chi non gioca è determinante, quando si parla di gruppo si parla di questo. Sostenere i compagni, allenarsi al 100%, mettersi a completa disposizione dell’allenatore, essere positivi ed incitare i propri compagni”.

Parlando, poi, di obiettivi il giocatore ha proposto alcune riflessioni. “Gli obiettivi dell’Alessandria devono essere gli stessi del suo capitano. L’obiettivo di ogni giocatore dell’Alessandria deve essere quello di continuare il percorso di crescita e provare a vincere il campionato. Stiamo lavorando tanto e bene, perciò i risultati arriveranno. Bisogna solo avere la pazienza di continuare a credere in quello che stiamo facendo. Purtroppo, per il momento non sempre riusciamo a riportare in partita quello che facciamo, bene, in settimana. Personalmente non ho particolari problemi fisici. Sto migliorando, la prima parte di stagione per me è sempre di rodaggio. Sono felice per il grande lavoro che stiamo facendo”.

Quando si fa riferimento al fatto che nelle ultime stagioni chi ha vestito la fascia da capitano dell’Alessandria spesso è stato relegato in panchina, Cazzola ha spiegato quale sia la sua maniera di interpretare il delicato ruolo. “Io sono orgoglioso di essere il capitano di questa squadra. Non so, da qui alla fine, quante partite giocherò dall’inizio, ma sento di volermi prendere questa responsabilità. Penso che essere capitano vada oltre il terreno di gioco, anche se è normale che faccia piacere poter aiutare i compagni in campo. A maggior ragione, non giocando, le responsabilità aumentano. Devo essere un esempio per i miei compagni durante la settimana, durante gli allenamenti in particolare in un periodo delicato come questo nel quale serve tanta positività. Non è semplice, quando si fatica tanto ed i sacrifici fatti non sono ripagati, inconsciamente, si perdono sicurezze. Per quanto mi riguarda credo che questo ruolo arrivi all’età giusta e nella piazza giusta. Mi sento apprezzato dai tifosi, dalla società e dal mister. Ci metterò tutto me stesso per onorare questo ruolo importante. È la prima volta, in carriera che mi capita e mi rendo conto che forse è più difficile fare il capitano fuori dal campo. In campo si da l’esempio, ma in questa squadra ci sono tanti esempi. Invece fuori bisogna prendersi la responsabilità di parlare con i più giovani, confrontarsi con gli altri capitani. Come ho detto questa squadra ha molti giocatori esperti e la fascia ce l’ho io. E questo mi fa crescere sotto tanti punti di vista, magari aiutando il mister, i compagni. Solo così si può crescere come gruppo e come risultati”.

Tornando al prossimo impegno, Cazzola non si stupisce del buon avvio dell’Arzachena. “In ogni campionato ci sono delle sorprese. Le neopromosse e le squadre che non hanno grosse pressioni, in avvio, riescono a sopperire con l’entusiasmo a differenze di organico. Non credo che l’Arzachena, e lo dico senza presunzione, come ambizioni o organico possa considerarsi superiore all’Alessandria. Ma noi dobbiamo andare in campo ogni domenica partendo dalla consapevolezza che la partita comincia da 0-0, pur intimamente consci delle nostre forze che sono tante. Abbiamo grande rispetto per l’Arzachena, ma sappiamo chi siamo e dove vogliamo arrivare. A maggior ragione, se manca un po’ di fiducia, dobbiamo credere ancora di più in noi stessi”.

In chiusura il capitano ha commentato così la sterilità realizzativa degli attaccanti grigi. “Sono un po’ luoghi comuni, come quando si subiscono tanti gol e si da la colpa alla difesa. In questo momento non credo che siano gli attaccanti a fare fatica, credo sia la squadra che crea sì occasioni ma non abbastanza e perciò gli attaccanti faticano a finalizzare. Quindi è la squadra che deve crescere nel suo complesso per mettere tutti nella condizione di fare qualche gol in più. Magari sfruttando meglio le palle ferme, altra situazione che dobbiamo migliorare. Lo sappiamo. Ci tengo, però, a dire che i nostri attaccanti non devono sentirsi sotto accusa perché sono i primi a sacrificarsi e fanno un grande lavoro per la squadra. È solo questione di tempo ...”.