Moreno Longo: “Non eravamo pronti per la serie B. Futuro? Vedremo…”

07.05.2022 08:30 di Redazione GrigiOnLine   vedi letture
Moreno Longo: “Non eravamo pronti per la serie B. Futuro? Vedremo…”
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Il campionato di serie B 2021/22 si è chiuso nel modo peggiore per l’Alessandria, sconfitta in casa per 0-1 dal L.R. Vicenza. Il risultato condanna i grigi a tornare in serie C senza neanche passare dai playout. Al termine dell’incontro è il tecnico dei grigi Moreno Longo, in conferenza stampa, a sottolineare la delusione di tutto l’ambiente.

Il rammarico? Questa squadra ha fatto 34 punti meritandoseli tutti. Non siamo mai usciti da un campo dopo essere stati assediati portando via uno o tre punti con un po’ di fortuna. Al contrario ci sono state occasioni nelle quali abbiamo disputato ottime prestazioni ma, anche per difetti ed errori nostri, non siamo riusciti a capitalizzare. Di solito in un campionato qualcosa torna indietro, stavolta a noi è tornato indietro nulla. Le responsabilità me le prendo io per primo e voglio toglierle di dosso ai ragazzi che hanno dato tutto, e forse anche di più di quanto potevano fare in questa categoria, sotto ogni aspetto. Il ringraziamento va alla tifoseria. Quello che abbiamo vissuto dopo la partita non capita sempre e la dimostrazione di affetto che la tifoseria ha manifestato ai ragazzi è qualcosa di eccezionale. Ha riconosciuto, nonostante non sia stato raggiunta la salvezza, come la squadra si sia prodigata per cercare di regalare un obiettivo che i tifosi avrebbero meritato più di chiunque altro. Grazie di cuore a questa gente, da dentro io so cosa si è fatto per cercare di essere competitivi in questo campionato. Chi lottava con noi in questa partita aveva un organico che non c’entrava nulla con l’obiettivo per il quale stava lottando. Eppure siamo stati condannati su un episodio da calcio d’angolo che non ci ha permesso di lavorare con la testa libera in. Una partita dal peso specifico notevole. Sapevamo che gli episodi potevano fare la differenza”.

Il tecnico ha poi parlato delle scelte iniziali di formazione. “Non era uno schieramento attendista, le scelte sono state dettate dalle caratteristiche. Abbiamo scelto Corazza e non Marconi perchè i difensori del Vicenza sono molto fisici e pensavamo Corazza, con la sua rapidità, potesse metterli in difficoltà. Ci siamo opposti con un tridente più rapido e svelto per giocare nello stretto. Parodi quinto? Siamo stati praticamente obbligati dal fatto che avevamo solo due esterni disponibili, Mustacchio non stava assolutamente bene. Sapevamo che Pierozzi sarebbe stato un cambio obbligato e non avremmo avuto altre opportunità. In più abbiamo voluto mettere centimetri inserendo Mantovani dall’inizio. Noi siamo la squadra più piccola del campionato e loro ne avevano cinque o sei da un metro e novanta. Noi abbiamo difficoltà a preparare le palle inattive, facendo le coppie si arriva ad un punto nel quale ci ritroviamo con un giocatore di un metro e settanta che deve concedere venti centimetri al diretto avversario. Pur avendo inserito Mantovani abbiamo ugualmente preso gol su palla inattiva, anche se di piede, per una nostra disattenzione. Sulle palle inattive i centimetri contano quanto l’attenzione”.

Il futuro dell’Alessandria, appena retrocessa in serie C. “Credo che sia uno step fondamentale per questa società, se vuole crescere ed essere ancora protagonista nei prossimi anni. È stata un’esperienza in una categoria che non conosceva ma qui i parametri sono completamente diversi da quelli ai quali la società era abituata. Proprio questa esperienza può permettere di riprogrammare una risalita facendosi trovare più pronta qualora dovesse riuscirci. Ho un rammarico a livello personale. Quando sono arrivato qui parlavo di programmazione e costruzione e la nostra sfortuna – ha proseguito Longo proponendo un paradosso – è stata essere subito andati in serie B. Non ho avuto il tempo e la bravura per far capire cosa serve per stare in questa categoria. Se non sei pronto in serie B non ti perdonano. Noi non eravamo pronti e non parlo solo di campagna acquisti. Per mantenere la categoria bisogna strutturarsi a 360°, ci sono dettagli che fanno punti. Alla fine dell’anno la classifica è fatta dai punti portati dall’allenatore, dalla squadra, dallo staff medico, dalle strutture, dal direttore, dal presidente, dai tifosi. Ognuno fa punti e lo stiamo dicendo quando con un solo punto in più saremmo arrivati ai playout a sognare di mantenere la serie B. Questo punto va ricercato nella crescita generale e nella programmazione altrimenti è come andare al casinò e puntare tutto sul rosso o sul nero. Ti va bene un anno ma quello dopo le carte si scoprono”.

Con una premessa del genere è difficile ipotizzare il futuro del tecnico, comunque legato ancora da un anno di contratto con l’Alessandria. “Sono sincero, non mi sento di rispondere perchè sono abituato a ragionare a bocce ferme e con lucidità. E in questo momento non sono abbastanza lucido per dare una risposta del genere. Dietro alla risposta deve esserci un ragionamento che sicuramente non posso fare da solo. È una scelta che si farà dopo, con il direttore, con la società e con tutti quelli che devono portare avanti il progetto. Sceglieremo con grande onestà quale sarà il futuro mio e loro”.