Moreno Longo: “La mentalità si costruisce giorno per giorno. Grazie tifosi"

12.04.2021 08:30 di Redazione GrigiOnLine   Vedi letture
Moreno Longo
Moreno Longo
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com

Grazie al successo ottenuto a Sesto San Giovanni l’Alessandria accorcia le distanze rispetto alla capolista Como. I grigi sono scesi in campo già conoscendo il risultato del Como che, nel pomeriggio, aveva pareggiato in casa per 2-2 con il Grosseto. Situazione che, nel primo tempo, ha un po’ suggestionato l’Alessandria, come confermato dal tecnico dei grigi Moreno Longo nella videoconferenza stampa post-partita.

La vittoria è sempre importante, a maggior ragione quando arriva in un momento delicato della stagione e su un campo difficile. A poche giornate dalla fine la Pro Sesto cercava punti salvezza e sapevamo che tipo di partita avremmo dovuto affrontare. L’approccio è stato buono per l’atteggiamento, ma un po’ condizionato dal peso specifico della gara. Nel primo tempo eravamo frettolosi ed ansiosi, sbagliavamo a livello tecnico e non eravamo puliti come al solito. Fortunatamente i ragazzi nel secondo tempo hanno ripreso a fare quello che sono abituati a fare, cioè a trovare con lucidità soluzioni per creare problemi alla Pro Sesto ottenendo il meritato vantaggio. Oltre alle due situazioni di gol annullati, anche se nella prima occasione l’arbitro aveva fischiato prima, la sensazione era quella di una pressione che poteva tramutarsi in gol velocemente. C’è stato equilibrio fino alla fine, era una partita molto importante anche per la Pro Sesto. Credo sia stato determinante l’intervallo, ne avevamo bisogno e non vedevo l’ora che arrivasse per cercare di dare una mano ai ragazzi. Quello che ci siamo detti rimane nello spogliatoio, reputiamo sacro il nostro ambiente. Bravi, comunque, i ragazzi a recepire i messaggi ricevuti. Sugli esterni abbiamo lavorato bene – ha proseguito Longo rispondendo alle domande – anche se nel primo tempo la Pro Sesto era messa bene in campo e noi non eravamo puliti a livello tecnico. La serenità con la quale la squadra è scesa in campo nel secondo tempo ha creato i presupposti per la vittoria”.

Al centro dell’attacco ha giocato Corazza. “Nei primi giorni della settimana Eusepi ha faticato a smaltire la partita precedente ed ha ridotto i carichi di lavoro. Corazza era un giocatore che si stava allenando bene già da tempo ed è venuto facile dargli questa opportunità che ha saputo sfruttare nel migliore dei modi facendo tanto lavoro per la squadra”.

Casarini match-winner, ma non solo. “Credo che lo spirito di questa Alessandria sia davvero notevole e questa è la cosa che mi inorgoglisce di più. Questa è la base su cui appoggiare qualunque idea tecnico tattica. Casarini sta interpretando questo momento da giocatore forte, quale è. Ma non c’è solo lui con questo atteggiamento, ho 25 giocatori che sono caparbi nell’andare a lottare pallone su pallone. Dobbiamo solo continuare, i ragazzi sanno che voglio questo in ogni allenamento. La mentalità si costruisce giorno dopo giorno”.

Squadra trasformata dopo l’arrivo di Longo sulla panchina. “Quando le cose funzionano i meriti sono da suddividere. Dalla società, all’allenatore ai giocatori. Io sono un ingranaggio di questo meccanismo e devo cercare di dare il 110% per primo. Tutto deve ruotare in sinergia, bisogna stare tutti dalla stessa parte costruendo insieme i presupposti. Se viene a mancare qualcosa allora non è possibile. La coesione è la base, e se poi ci mettiamo dentro tifosi e stampa possono nascere belle cose”.

Alessandria che continua ad inseguire con convinzione. “La realtà è che il Como è davanti a noi, con una partita in meno, e che noi dobbiamo continuare la nostra crescita. Non abbiamo alternative. Quando sei dietro puoi solo vincere, anche se è un concetto riduttivo. Cercare di vincere sempre è l’essenza dello sport, ma io credo nei presupposti, che sono quelli di fare il massimo. Il momento è positivo, ma andiamo avanti con i piedi per terra pensando alla Pergolettese. Tutto il resto conta zero”.

Ancora una volta i tifosi, che ieri hanno scortato la squadra in partenza, hanno fatto sentire il loro affetto. “Si è trattato di un input fondamentale per questa partita. Far percepire all’ambiente cosa c’è dietro questi colori, con la passione che c’è, aumenta le sensazioni. Danno senso di appartenenza, energia , responsabilità. Ringraziamo i tifosi, il calcio è il loro e giocare a porte chiuse è uno spettacolo che lascia il tempo che trova. Non vediamo l’ora di giocare davanti ai nostri tifosi che, ripeto, ci stanno dando una grossa mano”.