Moreno Longo: “Il calcio non si fa con i nomi, si fa con i fatti” (1a p.)

22.01.2021 17:00 di Redazione GrigiOnLine   Vedi letture
Moreno Longo
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Moreno Longo
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Queste le prime parole da allenatore dell’Alessandria di Moreno Longo, presentato questa mattina nel corso di una videoconferenza stampa alla quale hanno preso parte anche il presidente Luca Di Masi ed il diesse Fabio Artico.

Tengo a salutare Angelo Gregucci, che è una persona di calcio, un amico ed un collega. Il cambio fa parte del nostro lavoro, ma spiace sempre, in qualsiasi caso. Ringrazio il presidente Di Masi per le sue parole (leggi anche Luca Di Masi: “Oggi si volta pagina, ma gli obiettivi non sono cambiati”). Mi sta dando la grande opportunità di far parte di questo progetto del quale ho discusso anche con i suoi collaboratori. Grazie anche a Fabio Artico, che ha intavolato con me la possibilità di far parte di un progetto che mi mette di fronte a questa bella responsabilità che prendo con grandissimo entusiasmo e con la convinzione di riuscire ad aiutare il club a raggiungere i suoi obiettivi. Alessandria, come piazza, si presenta da sola. stiamo parlando di una piazza con grande storia, che ha dato tanto al calcio  e dove sono passati calciatori di altissimo livello. Siccome ci sono stato anche da giocatore, ho avuto modo di apprezzarne anche le qualità del pubblico con il calore che riesce a dare a questa squadra. Quello che mi auguro è che noi saremo bravi ad alimentare tutto questo. Sono sicuro che, qualora dovessero arrivare i risultati che tutti sperano, la piazza ricambierà tutti gli sforzi e l’impegno che la proprietà sta mettendo a disposizione”.

Il neo-tecnico grigio ha poi proseguito rispondendo alle domande. “Sono cresciuto al ‘Filadelfia’ e posso ringraziare di aver fatto parte di un ambiente che mi ha formato innanzitutto come uomo. Lì c’erano valori umani imprescindibili per qualsiasi persona a livello umano indipendentemente dal calcio. Una scuola di vita che insegna valori che uno si porta dietro non solo nello sport, ma nei rapporti con le persone. Per questo una delle mie prerogative è quella di cercare di creare prima di tutto un gruppo di uomini che di calciatori. Con un gruppo di uomini si possono creare le basi su cui poggiare qualsiasi progetto tecnico-tattico. I cambi di allenatore si fanno - ha proseguito Longo riferendosi al fatto che l’Alessandria è quarta in classifica - quando le squadre devono raggiungere degli obiettivi e questo non succede. Io non ho la presunzione di venire a giudicare ciò che è stato fatto e perchè è stato fatto. Io ho sposato questo progetto con la convinzione che, effettivamente, questa è una squadra molto competitiva che può tentare di fare una scalata. Ma ho accettato soprattutto perchè credo che le vittorie si debbano costruire mettendo tassello dopo tassello. Questo non significa solo acquistare calciatori, ma creare una mentalità, unità d’intenti, empatia, spirito di squadra, programmazione. La vittoria può arrivare subito, come tutti ci auguriamo e per cui tutti lotteremo fin dal primo allenamento, consapevoli che ogni cosa deve essere pensata in funzione della vittoria”.

Il tempo ancora a disposizione in questa stagione è poco... “Io di tempo credo di averne abbastanza, ho firmato un accordo fino al 2023. L’ presa da fare in questo campionato è ardua, ma tutti ci crediamo. Io per primo. Non dovesse riuscire l’impresa in questi cinque mesi, nei prossimi due anni noi dobbiamo assolutamente conquistare quello che è l’obiettivo di questa società. Io sono qui non solo per vincere subito, ma anche per perseguire una vittoria che per essere raggiunta ha bisogno di una gestione a 360° che proveremo a fare tutti insieme nel migliore dei modi”.

Oggi primo allenamento con la squadra. “Sicuramente uno dei primi argomenti che affronterò con la squadra sarà quello io voglio avere a che fare con gente motivata, che spero abbia capito dove si trova e quale fortuna ha di poter lavorare ad Alessandria con questa proprietà, che abbia voglia di dimostrare con i fatti di voler stare attaccata a questo progetto. Quando c’è un cambio di allenatore tutti dobbiamo dimostrare ogni giorno, non a chiacchiere, d’inizio voler dare l’anima per cercare di far parte di questo progetto. Questa è la base, non si può parlare di nomi perchè il calcio non si fa con i nomi, ma con i fatti. In questa categoria c’è bisogno di ferocia e dedizione che vengono ancor prima delle qualità. sono sicuro che tutti gli sforzi del presidente verranno fuori. Dal punto di vista tattico questa è una squadra costruita con la logica della difesa a tre ed un centrocampo a quattro o a cinque. Mi riservo il fatto di allenare i giocatori, solo così posso conoscerli per capire cosa può dare questo gruppo. Conosco la squadra per averla vista giocare in diverse occasioni ed ho la mia idea ma, come sempre, sarà il campo a dirmi qual è il giusto vestito per questa squadra”.

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