Moreno Longo: “Finale raggiunta con il cuore e la volontà”

10.06.2021 08:30 di Redazione GrigiOnLine   Vedi letture
Moreno Longo: “Finale raggiunta con il cuore e la volontà”
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com

All’Alessandria sono serviti i tempi supplementari per avere ragione di un Albinoleffe  molto convincente. Al termine del match il tecnico Moreno Longo ha analizzato così il match che ha regalato ai grigi la doppia finale con il Padova.

Sicuramente l’abbiamo vinta con il cuore. A un certo punto della partita le energie erano pressochè finite e si doveva andare avanti con la volontà. I ragazzi sono stati fantastici, non hanno mai mollato e ci hanno creduto dal primo all’ultimo minuto. Sapevamo benissimo che partita avremmo trovato, l’Albinoleffe è una squadra sorniona, che concede poco anche se abbiamo avuto diverse occasioni da gol. Poi è una squadra che riesce a capitalizzare con grande cinismo quello che costruisce. siamo felici di aver raggiunto la finale, soprattutto perchè lo abbiamo fatto con spirito da battaglia. Non si può essere sempre solo belli, ed i ragazzi hanno dato una grande prova di orgoglio conquistando la finale con le unghie e con i denti”.

In una gara anche di sofferenza, la rete decisiva è stata messo a segno da Stanco su assist di Frediani. Due che in questa stagione hanno sofferto parecchio, pur per diversi motivi. “Sono davvero contento per loro. Frediani ne ha passate di tutti i colori, dagli infortuni al Covid, e sono felice per il suo assist. così come sono felice per il gol di Stanco, è un ragazzo esemplare. Pur non giocando tantissimo si è sempre allenato con una professionalità incredibile. Ero sicuro che non finisse la stagione senza aver lasciato un segno importante. Il fatto che proprio un suo gol ci abbia portato in finale mi riempie di gioia perchè è un ragazzo che lo merita”.

La squadra è riuscita a superare anche qualche momento di appannamento contro un avversario che non aveva nulla da perdere. “Nei momenti di difficolta la squadra ha tirato fuori il giusto atteggiamento. Bisogna anche considerare la formula con la quale stiamo giocando, che mette partite ogni tre giorni. Non è una cosa semplice recuperare rapidamente energie fisiche e mentali. E poi, per esempio, l’Albinoleffe ha giocato più partite di noi, ma nel secondo tempo ha addirittura aumentato. C’è una componente mentale di chi non ha niente da perdere contrapposta alla responsabilità di dover vincere per forza. Ma i playoff son belli per questo motivo, tolgono un po’ degli equilibri che ci sono nelle partite normali. Si passano momenti di gara nei quali la condizione non ti supporta e serve tirare fuori il carattere”.

In queste partite il contraccolpo psicologico può pesare notevolmente – ha proseguito Longo – ed avevo cercato in ogni modo di far capire che tipo di partita sarebbe stata, perchè le conosco. Sapevo che un gol dell’Albinoleffe avrebbe potuto rompere gli equilibri mentali e psicologici di una squadra come la nostra che, inconsciamente, poteva pensare di passare il turno anche con un pareggio. Brava la squadra a riacciuffare il primo pareggio e, anche dopo il loro secondo gol, a non disunirsi”.

Il cambio di assetto tattico, con il 4-2-3-1 disegnato con l’ingresso di Frediani è stato la chiave di volta del match. “È stato un passaggio che ci ha portato tanti benefici, ci ha permesso di alzare il baricentro della squadra ed anche Di Quinzio ha cominciato ad esprimersi come lui sa fare. E siamo anche riusciti a lavorare meglio sui riferimenti in fase difensiva. La squadra ha interpretato molto bene il nuovo assetto”.

In finale l’avversario dei grigi sarà il Padova, che parte con i favori del pronostico. “Il Padova non ha bisogno di presentazioni. Era la favorita del suo girone, ha dilapidato un vantaggio notevole nelle ultime giornate. Resta una delle squadre più attrezzate dell’intera serie C e sappiamo benissimo di affrontare la squadra favorita anche nei playoff. Ma andremo a giocarci le nostre carte perchè crediamo nelle nostre qualità”.

Casarini è sembrato in procinto di uscire alla mezz’ora per un problema muscolare, ma retto splendidamente per tutti i 120’. “Dal punto di vista dell’abnegazione e della disponibilità Casarini ha dato tutto quello che aveva, se non di più. Sembrava potesse riuscire a gestire il problema, lo abbiamo monitorato attraverso le sue sensazioni, e visto che non ha chiesto il cambio abbiamo deciso di lasciarlo dentro. Mustacchio e Celia sulla linea dei difensori? Hanno lavorato bene anche da terzini, se mi è consentito usare questo termine, così come hanno dato equilibrio e spinta in precedenza. Non era facile adattarsi ad un cambio di modulo, ma la squadra lo ha fatto davvero molto bene”.