L’intervista al presidente dei grigi Luca Di Masi (terza parte)

"Spero che le aziende che ci hanno aiutato finora possano continuare a farlo e, soprattutto, che i tifosi possano tornare allo stadio senza paura"
08.04.2020 08:30 di Fabrizio Pozzi Twitter:    Vedi letture
Luca Di Masi
Luca Di Masi

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Si conclude qui il racconto dell’intervista telefonica con Luca Di Masi, presidente dell’Alessandria della quale avevamo cominciato a riferire nei giorni scorsi (leggi anche L’intervista al presidente dei grigi Luca Di Masi (prima parte) e L’intervista al presidente dei grigi Luca Di Masi (seconda parte)).

Di Masi ha continuato affrontando il nodo-stipendi.

 “Credo innanzitutto debba essere una cosa di sistema, con la Lega che decide compattamente. Non si può immaginare che ciascuno adotti soluzioni diverse. Noi, che paghiamo gli stipendi mensilmente, abbiamo pagato lo stipendio di febbraio in modo regolare. Ma che pagano lo stipendio mensilmente ci saranno cinque o sei squadre, tutte le altre vanno a scadenza, che per la mensilità di marzo è il 30 giugno. Il Monza ha fatto un gesto che comprendo dimezzando gli stipendi lordi sopra  50.000 euro lordi, ma a tutta la Lega servirebbe la possibilità di accedere alla casa integrazione per coloro i quali sono sotto i 50.000 euro lordi di stipendio annuo. Sicuramente sarebbe importante per poter affrontare le spese principali. La richiesta dei presidenti è quella di trovare una soluzione pratica. Il problema è talmente grande che le varie componenti che siedono ai tavoli della trattativa devono capire che ciascuno dovrà inevitabilmente rinunciare a qualcosa. Se il prossimo anno da sessanta squadre ne rimarranno quindici, dove andranno a giocare i calciatori. Perciò è interesse di tutti tenere in vita il sistema così com’è, la continuità è fondamentale. Speriamo, quindi, di ripartire quando sarà il momento con il maggior numero possibile di società, e per questo servono aiuti. E non voglio neanche entrare nel merito di classifiche, promozioni, retrocessioni, tema lontano da questo momento. Ad ogni, parlando del girone che conosco, mi metto nei panni del Monza. Ha asfaltato il campionato, ha dimostrato di essere la più forte ed è giusto che salga, poco importa se gli mancavano dei punti per avere la vittoria matematica”.

Io sarei anche felice di continuare il campionato a ottobre o novembre – ha concluso Di Masi – per lo meno non andrebbero vanificati otto mesi di investimenti. Ed io investo per provare a salire di categoria. E invece stavolta mi è stata tolta la possibilità di provarci e, in più, gli otto mesi di questa stagione non sono valsi a nulla. Questa è la cosa che mi deprime maggiormente, anche perché sono convinto che se ipoteticamente riprendessimo il torneo potremmo arrivare al secondo o terzo posto. Aggiungo che spero che le aziende che ci hanno aiutato finora possano continuare a farlo e, soprattutto, che i tifosi possano tornare allo stadio senza paura. Da ottimista quale sono per natura, mi spiace davvero non riuscire a dare un segnale positivo. Spero di riuscire a darlo la prossima volta che ci sentiremo”.