Conferenza Stampa (terza parte) Luca Di Masi: “La mia passione è intatta, chi si è allontanato spero tornerà allo stadio”

15.11.2018 21:00 di Fabrizio Pozzi Twitter:   articolo letto 166 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Conferenza Stampa (terza parte) Luca Di Masi: “La mia passione è intatta, chi si è allontanato spero tornerà allo stadio”

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La conferenza stampa del presidente Luca di Masi ha ridestato l’interesse per l’Alessandria che, oggettivamente, pare in calo come testimoniano le presenze allo stadio. “Noi crediamo in questo progetto e riteniamo che fosse la cosa più giusta da fare per crescere. Ed è una cosa che molte società avrebbero voluto fare, ma solo noi e pochi altri potevamo farlo in maniera così radicale. Se fosse attuato da tutti potrebbe aiutare a crescere il calcio italiano. Ai tifosi dico di provare a crederci. Chi si allontana spero tornerà, magari quando avrà nostalgia del Moccagatta oppure quando ci saranno i risultati. Ma le aspettative sono tutto ed io, da quattro mesi a questa parte, non ho illuso nessuno”.

Il presidente ha così sgombrato il campo da ipotesi di abbandono. “La mia passione è assolutamente intatta, anzi il nuovo progetto mi ha ridato l’entusiasmo che, per una serie di ragioni, era diminuito negli ultimi tempi”.

Il dissenso dei tifosi può trasformarsi in consenso per la squadra. “I cori li ho sentiti, ma non dico nulla. L’unica cosa che conta, per me sono i grigi. Se scrivono di sostenere i ragazzi, io sono l’uomo più felice del mondo. Quello che dicono di me non m’interessa. I cori devono essere per la squadra, devono aiutare a crescere e devono farlo ogni domenica – ha aggiunto Di Masi riferito al volantino di contestazione nei confronti del progetto – è importante sostenere la squadra. Io la sosterrei se fosse in curva e la sostengo per quanto è possibile dalla mia posizione. Io sono venuto ad Alessandria perché mi piacciono i grigi, non ci guadagno un euro. Anzi… Io non voglio convincere nessuno. Per quelli che vengono allo stadio forse prevale la componente passionale. Se uno la passione ce l’ha solo per la semifinale di Tim Cup o per alzare la coppa contro la Viterbese, forse è più un limite personale che del progetto”.

Le ragioni non sono economiche, si trattava di ripartire – ha proseguito il presidente – come ai tifosi poteva non piacere qualche giocatore, anche a me come presidente lo spirito di qualche giocatore mi piaceva meno. La mia ambizione resta e la mia voglia c’è sempre. Come nessuno obbliga i tifosi a venire allo stadio, allo stesso modo nessuno obbliga me a stare qui. Io ci sto perché sono convinto che si possa fare qualcosa per i grigi. Quello che muove tutto è la volontà di fare una cosa diversa per raggiungere determinati obiettivi nel tempo”.