Alessandro Gazzi, 500 e non solo

01.12.2018 15:00 di Fabrizio Pozzi Twitter:   articolo letto 54 volte
Alessandro Gazzi
Alessandro Gazzi

Forse l’occasione avrebbe potuto essere migliore. Ma non per questo si può dimenticare che l’attuale capitano dei grigi Alessandro Gazzi, nella gara di domenica scorsa tra Alessandria e Cuneo, ha giocato la sua 500esima partita da professionista. A celebrarlo, con un’intervista, è il sito internet dell’Alessandria.

Ero al corrente che quella col Cuneo sarebbe stata la mia cinquecentesima partita ma ero comunque molto concentrato sulla gara in sé – così il giocatore ha commentato il raggiungimento di questo traguardo così importante per la propria carriera – ricordo che nella mia esperienza a Viterbo, uno dei miei compagni, Massimiliano Favo, raggiunse quota 500 e, in quel momento, io pensai, che quello poteva essere un obiettivo prestigioso che, da solo, poteva dare un senso alla carriera… e ci sono arrivato”.

Ricordi il tuo esordio?

Certo, fine campionato 2001/02, a Treviso contro il Genoa, noi quasi retrocessi in C e tutto intorno un’atmosfera molto tesa per un fatto accaduto la domenica prima nella trasferta di Terni, quando da noi entrò un giocatore di colore. Omolade, e i nostri tifosi, per protesta se uscirono dallo stadio. La domenica successiva, proprio contro i rossoblu, dopo un settimana di pesanti contestazioni, decidemmo di scendere in campo con la faccia dipinta di nero: quella fu la domenica del mio esordio ufficiale. Un contesto surreale ma comunque una grande emozione”.

Quanti ricordi possono portare con loro 500 partite?

I ricordi sono, inevitabilmente, un fatto soggettivo. Io non ho mai raccolto maglie e conservato altri oggetti perchè i ricordi li considero soprattutto le emozioni e i pensieri legati a quel determinato momento. Poi è chiaro che ci sono molti ricordi importanti da conservare in una carriera così lunga”.

Uno su tutti?

Una partita col Torino, in casa. Prima giornata del campionato 2014/15, 0-0 con l’Inter. Giocai una gran bella gara e mi meritai la riconferma in granata, era l’anno dell’Europa League, tutto molto intenso ed emozionante”.

E lo stato d’animo di queste 500 partite?

Orgoglioso di essere arrivato fin qui, ovviamente, giocando con una maglia prestigiosa, con la fascia da capitano. Un ricordo che rimane e che da ancora tanti stimoli”.