Siamo chi Siamo

22.01.2018 15:19 di Beatrice Bruno  articolo letto 484 volte
© foto di Matteo Papini/Image Sport
Siamo chi Siamo

Ci piace pensare che il calcio non sia solo tabellini e pagelle. Ci piace pensare che il calcio sia anche e soprattutto altro. Questa rubrica nasce un po’ da questa convinzione.

L’idea che allo stadio non si vada solo per veder giocare, l’idea che allo stadio si vada per ritrovare un po’ se stessi. Stadioterapia, la chiamano: lo stadio come psicologo. Ti distrae e ti trasporta. Dove? Ogni volta in un posto diverso. “Sarebbe bello poter descrivere ogni luogo ameno in cui il calcio ci porta: luoghi fisici e non”, ci siamo detti. Da qui l’idea di GrigiOnLine di creare una rubrica sullo strano e altalenante mondo del tifo alessandrino.

Il 'Moccagatta' è sempre stato il posto di tutti. Del vecchietto - passateci il termine irriverente - che da 40 anni si siede sempre sullo stesso seggiolino in tribuna, alla signora che da 40 sta in piedi, in curva, e nei momenti più caldi la sua voce spicca di acuti sopra tutte le altre. Dei padri, dei nonni, dei figli. Delle mamme, delle nonne, delle figlie. La curva di chi non ha avuto una seconda possibilità nella vita, eppure ha ancora qualcosa in cui credere.

La curva di chi ha scelto di spendere la sua vita in una città come tante altre, piccola e comoda solo per Torino Milano e Genova. La curva di chi non potrebbe vivere in nessun altro posto. Alessandria che è attaccata alla Liguria ma non è Liguria. Attaccata alla Lombardia ma non è Lombarda. Alessandria che è in Piemonte ma che di fatto non è piemontese. Alessandria che è semplicemente Alessandria.

Mi è capitato di dare un esame all’università la settimana scorsa. Il professore mi ha chiesto se fossi di Biella, secondo lui avevo un accento di influenza lombarda. Escludendo il fatto che secondo me i biellesi non hanno una cadenza lombarda, gli ho risposto di no. Non sono di Biella, sono di Alessandria. Alessandria non è nulla di ciò che si può catalogare o classificare.

La nostra è la curva di chi è andato a vivere via ma che ha sempre voglia di tornare. La curva di chi nella vita ha vinto, di chi nella vita ha perso. Di chi nella vita ha semplicemente vissuto tanto.

L’Alessandria è un po’ così: da vivere. Da vivere tanto.

E la si ama per i musi lunghi che ci crea, per i sorrisi che ci strappa, per le lacrime che succhia.

I Grigi sono un po’ così: come il clima della nostra città. O troppo freddi, o troppo caldi. 

E noi ci vogliamo munire di termometro, divertimento e pazienza, per descrivere tutti i nostri assurdi sbalzi di temperatura.

Ci siamo.