Una rondine fa primavera?

03.03.2019 09:00 di Fabrizio Pozzi Twitter:   articolo letto 431 volte
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Una rondine fa primavera?

Erano più di 300 giorni (poco meno di un anno!) che l’Alessandria non vinceva in casa in campionato. Dal 5 maggio dello scorso anno (3-1 con il Cuneo). Quindi il successo con la Pistoiese è già storico di per sé. Ma ciò che più conta è che la vittoria è arrivata al culmine di una prestazione convincente sotto molti punti di vista. Difesa alta, verticalizzazioni, triangolazioni rapide, giro palla finalizzato ad offendere e non solo al controllo. Cose che non si vedevano da tempo e che, come per incanto, hanno strappato applausi sempre più convinti.

Non sappiamo quanto casuale possa essere la coincidenza tra la prima vittoria interna ed il debutto casalingo di Alberto Colombo sulla panchina dei grigi. Il dato di fatto è che ieri l’Alessandria doveva fare a meno di ben nove giocatori (!). Eppure le assenze non si sono fatte sentire, segno che coloro i quali sono scesi in campo lo hanno fatto con una mentalità diversa dal passato. Già, perché il modulo era sostanzialmente quello spesso visto finora ed a fare la differenza sono stati proprio i giocatori, che forse avrebbero dovuto prendersi prima le loro responsabilità senza attendere l’esonero dell’allenatore.

In questo tiepido finale d’inverno bisogna essere ben consapevoli che una rondine non fa primavera e, traducendo dalla metafora, basta guardare il calendario che attende i grigi per capire quali siano le difficoltà che attendono un’Alessandria, per giunta, incerottata.

Ma le rondini mettono allegria…