Tempo, pazienza e conferme

08.10.2018 08:30 di Fabrizio Pozzi Twitter:   articolo letto 623 volte
Tempo, pazienza e conferme

Il pareggio a reti bianche di Pisa, secondo consecutivo dopo quello interno con la Lucchese, ha portato più che altro conferme. Intanto abbiamo avuto un’ulteriore riprova del fatto che la squadra esprime applicazione, spirito di sacrificio, attaccamento alla maglia e fiducia nella guida tecnica. Attributi, termine che non utilizziamo a caso, che piacciono davvero e strappano meritati applausi. Anche perché sono peculiarità emerse in maniera prepotente quando, per la prima volta in stagione, l’Alessandria si è ritrovata in inferiorità numerica ed ha dovuto stringere i denti.

Un’altra conferma  arrivata dall’Arena Garibaldi, però, è la sterilità in zona gol nonostante, ad onor del vero, un paio di vere occasione da gol ci siano state. È fin troppo evidente che c’è molto da lavorare su questo aspetto. L’unico timore è che il lavoro non basti, soprattutto se non c’è qualcuno che la butta dentro…

Anche sul piano tattico ci sono state conferme. Mister D’Agostino pare aver decisamente virato sulla difesa a tre provata in estate. Il 3-4-1-2 interpretato dai grigi nelle ultime due uscite prevede un’impostazione dal basso che richiede personalità e coraggio, connotati che si stanno gradualmente affermando nel pacchetto arretrato. Però cominciare sistematicamente l’azione con i difensori espone a rischi, che non sempre si possono calcolare. Vuoi l’inesperienza, vuoi la cifra tecnica da serie C, è proprio questo modo di costruire la manovra che può determinare errori individuali che, spesso, incidono in modo significativo sull’esito delle partite.

Volendo estremizzare la sintesi possiamo tranquillamente affermare che a Pisa abbiamo avuto la definitiva conferma che servono ancora tempo e pazienza. Ma anche la conferma che tecnico e giocatori, per il momento, se li stanno meritando.