Suona già il primo campanello d’allarme in casa grigia...

08.10.2020 13:00 di Fabrizio Pozzi Twitter:    Vedi letture
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Suona già il primo campanello d’allarme in casa grigia...

Certo, siamo solo alla terza giornata. Perciò quello che fa suonare il campanello d’allarme non è solo il fatto che squadre come Lecco, Carrarese, Novara, Como e Juve U23 (queste ultime anche con una partita in meno…) – ossia buona parte delle potenziali candidate alla vittoria finale, cui si aggiungerà inevitabilmente una o più outsider – in classifica siano già davanti all’Alessandria.

L’aspetto più preoccupante, infatti, è che ieri sera l’avversario di turno, e cioè il Lecco, sia riuscito a fare esattamente la partita che avrebbe voluto, anzi dovuto, fare l’Alessandria.

Alla determinazione, alla volontà, alla tenacia, all’ordine tattico, in una parola all’atteggiamento (termine che ricorre spesso nelle conferenze stampa…) messo in campo dal Lecco, l’Alessandria ha risposto con errori tecnici, letture che avvenivano sempre con un pizzico di ritardo, lo stesso ritardo che si evidenziava sulle famigerate seconde palle, che poi sono quelle che fanno vincere le partite. La sintesi della gara è tutta qui, concentrata nella sensazione di superiorità che i blucelesti sono stati in grado di fornire, che va ben oltre il risultato finale di 2-1, e in un episodio molto significativo. Appena riaperta, in maniera quasi insperata, la partita questa si è subito richiusa con l'espulsione di Mora, autore della rete dei grigi...

A parziale giustificazione di mister Gregucci e dei suoi uomini è giusto ricordare che l’Alessandria era alla quinta partita negli ultimi quindici giorni (!), ma siamo all’inizio di una stagione che sapevamo bene essere molto compressa… Gli impegni ravvicinati, uniti alle assenze, in particolare di Prestia ed Eusepi (per motivi diversi) senza contare il faticoso inserimento degli ultimi arrivi (condizione, questa, comune ad altre squadre), hanno certamente inciso sulle rotazioni in difesa ed in attacco. Ma a centrocampo erano tutti presenti, e la coperta si è forse già rivelata un po’ corta. Con l’interpretazione tattica che il mister vorrebbe dare alla squadra, che prevede recupero palla nella trequarti avversaria, la protezione nella zona nevralgica del campo è determinante altrimenti, anziché costruire gioco, ci si trova troppo spesso a rincorrere avversari lanciati a rete, e spesso in superiorità numerica.

Gli ex puniscono e l’Alessandria non poteva certo sfuggire a questa legge del calcio non scritta... Con Iocolano, che sembra tornato esattamente quello di Bassano (in particolare quando giocava contro l’Alessandria), con Celjak che è stato impeccabile nel neanche troppo inedito ruolo di terzo di difesa e con il tecnico D’Agostino, il quale ha stravinto il duello a distanza con Gregucci, sia operando scelte coraggiose a livello di formazione, sia sul piano tattico ma soprattutto su quello del temperamento trasmesso ai propri giocatori.

Lunedì il posticipo propone il derby con il Novara che certamente darà ulteriori ed importanti risposte. Non importa se siamo alla quarta giornata, tre punti valgono sempre tre punti. Anzi, in uno scontro diretto valgono anche di più.

A buon intenditor, poche parole.