Quel raggio di sole

 di Fabrizio Pozzi  articolo letto 132 volte
Gianluca Nicco
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Gianluca Nicco

Avremmo voluto parlare della partita che l’Alessandria ha giocato a Monza. Parlare di quel raggio di sole che, dopo settimane di tempesta, si è intravisto nel primo tempo e che ha, perlomeno, fatto immaginare che la squadra ha davvero un potenziale da esprimere.

Però ci sono quelle partite, capita anche ai fuoriclasse, nelle quali nonostante l’impegno e la determinazione le cose non riescono. Vuoi perché giochi in una posizione che magari non senti del tutto tua, vuoi perché vorresti dare un contributo superiore mentre il clima intorno a te è da ultima spiaggia, vuoi per qualunque altro motivo. E allora le idee si annebbiano. E magari commetti qualche fallo di troppo. Ecco, questa è stata la partita di Gianluca Nicco al ‘Brianteo’, almeno fino al 71’ quando il giocatore ha rimediato il suo primo giallo per una plateale trattenuta ai danni di D’Errico. A quel punto ormai era già troppo tardi e la frittata era fatta. Infatti, neanche un minuto dopo (!), puntualmente è arrivato l’inevitabile secondo giallo per un’altra entrata, sempre su D’Errico.

Attenzione, però, siamo ben lungi dal voler giustificare un professionista che ha perso, usiamo un eufemismo, lucidità. Tuttavia, nell’episodio visto nel suo complesso, non possiamo non chiamare in causa chi avrebbe dovuto avere la sagacia e l’accortezza di cogliere segnali che, in maniera fin troppo evidente e prolungata, stavano arrivando da quella porzione di campo che sta proprio davanti alle panchine...

È vero, il senno di poi serve unicamente per giudicare solo quando non si può più cambiare il corso delle cose. Ma è inammissibile che, con cinque cambi ancora a disposizione, non si sia intervenuti per tempo – e cioè prima ancora che Nicco fosse ammonito per la prima volta – per evitare un’espulsione che ha indubbiamente condizionato il finale di una gara della quale tutti avevano ben presente l’importanza.

Chiusa questa lunga parentesi vogliamo anche sottolineare il valore delle scuse che mister Stellini ha molto onestamente presentato in sala stampa dopo essere stato allontanato dal campo per proteste. Riconoscendo di aver sbagliato atteggiamento nei confronti dell’Assistente Cantiani il tecnico ha compiuto un’apprezzabile assunzione di responsabilità che testimonia la volontà di collaborare con chi ha l’onere di dirigere una partita di calcio e non quella di acuire inutili conflitti.