Quarantacinque anni dopo

07.03.2018 09:00 di Fabrizio Pozzi  articolo letto 767 volte
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
Quarantacinque anni dopo

Cominciamo con il dire che l’Alessandria mancava dalla finale di Coppa Italia Serie C da ben 45 anni. Quindi siamo di fronte ad un traguardo storico. Senza se e senza ma.

Raggiungere la finale, paradossalmente, non è stato più difficile del previsto. Anzi le cose sono andate proprio come si poteva prevedere. E le difficoltà incontrate non fanno altro che amplificare la portata del risultato ottenuto.

Gli uomini messi in campo da mister Marcolini sono stati bravi innanzitutto a non perdere la testa al cospetto di un avversario che per 120’ si è limitato alla difesa con una condotta al limite dell’ostruzionismo. Vedere i raccattapalle che rallentano le operazioni non è mai uno spettacolo edificante. Soprattutto quando sono quelli dell’altra squadra…

Ma in fondo è giusto così. In fondo il Pontedera, con il suo atteggiamento – per così dire – particolarmente accorto, non ha fatto altro che riconoscere, e in un certo senso certificare, le differenze di valori in campo. Fin dalla gara di andata i granata sono partiti dal presupposto che se la fossero giocata a viso aperto non sarebbero mai potuti arrivare ai calci di rigore. Così come non si sarebbe arrivati ai calci di rigore se i grigi fossero stati in grado di mettere un po’ più di cattiveria e determinazione sotto porta. Ecco, se proprio vogliamo trovare un difetto nella prestazione del ‘Mannucci’, forse è mancato solo questo…

In tutto ciò il vero protagonista della serata è stato senza ombra di dubbio Gianmarco Vannucchi il quale, con le sue prodezze sui tiri dal dischetto, ha vanificato gli sforzi profusi dai giocatori del Pontedera e, soprattutto, ha acceso l’entusiasmo di tifosi che, una volta di più, non esitiamo a definire eroici.

Avanti così, allora! Tutti insieme!