Nel segno del pareggio

15.10.2018 09:00 di Fabrizio Pozzi Twitter:    Vedi letture
Nel segno del pareggio

Nonostante la squadra sia ancora una volta, giustamente, uscita dal campo tra gli applausi dei propri tifosi non possiamo fare a meno di notare che, con la Robur Siena, l’Alessandria ha chiuso la quarta partita consecutiva in campionato senza riuscire a vincere.

Il pareggio contro i bianconeri ha confermato che il processo di crescita della squadra, seppur lentamente, prosegue comunque nel solco scavato dallo spirito di dedizione che caratterizza il gruppo. Paragonare su questo piano il presente con il recente passato è impietoso (per il recente passato, ovviamente).

Dal nostro punto di vista una specie di pareggio è scaturita anche dalle scelte operate da mister D’Agostino in occasione del confronto con la Robur. Se è lampante che l’idea di sfruttare le qualità di Francisco Sartore nella posizione di quinto di centrocampo si è rivelata una intuizione tutto sommato positiva (grazie anche e soprattutto all’applicazione del giocatore), lo stesso non si può dire della decisione di confermare nel pacchetto arretrato Edoardo Sbampato. Il giovane difensore si è guadagnato il posto da titolare dopo i 90’ di Coppa con l’Albissola ma, al cospetto di attaccanti di spessore, ha palesato più di un’incertezza.

A pensarci bene ieri sono stati proprio loro due i protagonisti, nel bene e nel male... La splendida azione del vantaggio dei grigi è partita da un bel lancio di Sbampato per Sartore il quale ha rifinito alla perfezione per l'inzuccata di De Luca. Poi, in occasione del rigore concesso alla Robur e trasformato da Gliozzi, l'indecisione è stata di Sbampato mentre l'ingenuità è stata di Sartore, poco lucido nell'affrontare Cianci. 

Tornando a Sbampato, infine, è curioso che nella conferenza stampa che ha seguito la partita il tecnico abbia voluto sottolineare con la massima chiarezza il motivo della sua scelta. E cioè dare un esempio ai giovani, che devono essere sempre sul pezzo, lavorare con entusiasmo e voglia di imparare dall’allenatore, dallo staff e dai compagni più grandi.

Che fosse un monito a futura memoria…?