Moreno Longo, un mister tra traverse e traversìe...

14.02.2021 12:30 di Fabrizio Pozzi Twitter:    vedi letture
Moreno Longo, un mister tra traverse e traversìe...
GrigiOnLine.com
© foto di Federico De Luca

Non era necessario attendere la 24^ giornata del campionato di serie C girone A 2020/21 per avere la conferma, una volta di più, che la Giana Erminio è una contendente particolarmente ostica per l’Alessandria. La storia recente lo insegna, anche se non ne sappiamo il perchè. Anzi, forse sì. È innegabile, oltre che scontato, che chi affronta l’Alessandria - per come si è presentata in questo campionato, per la storia che la accompagna e per tutto il resto - sia portato a giocare la partita della vita. È cosa risaputa, anzi praticamente un assioma.

Eppure tra coloro che vestono la maglia grigia c’è più di qualcuno che non ha ancora capito che l’unico ad avere l’obbligo, morale ed assoluto, di giocare in ogni circostanza la partita della vita è proprio il giocatore dell’Alessandria. La spiegazione sta tutta qui. Ed in ciò è ben evidente che i grigi scesi in campo ieri sapevano perfettamente che l’unico risultato a loro disposizione era la vittoria e che tutto il resto sarebbe stato solo contorno.

Ma il fatto di non essere capaci di vincere contro un avversario che si presentava al ‘Moccagatta’ con numeri da terzultimo in classifica, già incerottato in partenza e addirittura ridotto in dieci per un tempo abbondante, non si può imputare solo alla sfortuna. Le tre traverse colte dall’Alessandria possono al massimo rappresentare uno specchietto per le allodole o, meglio, un dito dietro al quale nascondersi (sebbene queste siano oggettivamente da annoverare come tre nettissime occasioni da rete con la palla che non ha voluto saperne di entrare...).

Il tutto senza contare che nelle ultime due partite interne, che si sono chiuse entrambe sullo 0-0, l’Alessandria si è guadagnata ben due calci di rigore. Entrambi, però, sono stati falliti - prima da Eusepi con il Lecco e poi da Corazza ieri con la Giana - e senza troppe dietrologie, a occhio e croce, si tratta di quattro punti belli e buoni per la classifica, che in tempi magri come questi sarebbero stati manna dal cielo... 

Mister Longo, e su questo i suoi giocatori dovrebbero riflettere profondamente, nella conferenza stampa post-partita ha provato a difendere la prestazione della sua squadra, anche se non riusciamo ad interpretare il vero messaggio del tecnico. Di sicuro non possiamo condividere la sua tesi secondo la quale, in parità numerica, l’Alessandria avrebbe dimostrato una netta superiorità. Al massimo un misero predominio territoriale giustificato dal fatto che non ci si poteva certo attendere che la Giana, nelle condizioni nelle quali si trova, potesse venire ad imporre la gara al ‘Moccagatta’... La prevalenza dei grigi, peraltro effimera visto l’esito, si è verificata davvero soltanto in superiorità numerica. E proprio per questo bisogna riflettere. Se davvero la squadra ha dato tutto quello che aveva in corpo, come ha ammesso capitan Gazzi nella sua di conferenza stampa, allora c’è da preoccuparsi.

Sono troppe le carenze, soprattutto in termini di determinazione, che la squadra ha manifestato a partire dai propri attaccanti i quali, invece, dovrebbero essere veri top-player assoluti per la categoria. A proposito... ripercorrendo le cinque gare nelle quali Moreno Longo ha diretto i grigi dalla panchina viene fuori qualcosa che davvero non torna in chiave realizzativa. Stiamo pensando alle (appena?) 5 reti segnate in 5 partite che hanno avuto una genesi quasi sempre avulsa dalla manovra. Di questi gol ne ha segnato uno, ininfluente, Castellano - ormai in forza al Livorno - nei minuti di recupero con la Pistoiese. Un altro porta la firma di Corazza dal dischetto, per giunta su un rigore concesso ad Olbia a seguito di un fallo più che dubbio, mentre nella stessa gara il gol di Cosenza si può tranquillamente ascrivere alle casualità. Quindi, in ben 450’ di gioco, possiamo annoverare la miseria di due reti vere e proprie, ma forse neanche. Cioè il gol di Chiarello che ha sbloccato la gara con la Pistoiese e l’inutile, ai fini del risultato, marcatura di Arrighini a Novara peraltro frutto di un’estemporanea iniziativa personale.

Di cosa stiamo parlando, quindi? Se davvero - come ha affermato capitan Gazzi nella già citata conferenza stampa post-partita - serve tempo per digerire le novità che si sono concretizzate in termini di nuovo tecnico e nuovi giocatori, bisognava semplicemente pensarci tempo prima. E, per capire questo, non serviva certamente uno scienziato.

Altrimenti sarà sempre tutta colpa di Gregucci...